Chi pensa di essere nevrotico, sicuramente, è molto intelligente!

Genio e pazzia sono sempre stati associati dalla cultura popolare.

Ci sono anche due documenti importanti che lo testimoniano: la Bibbia e l’Odissea.

La Bibbia dice che, in seguito all’aver mangiato dell’ “Albero della Conoscenza del Bene e del Male” e quindi del passaggio alla consapevolezza, l’uomo comincerà a soffrire, il maschio per il lavoro, la femmina per il parto. E già questa è una differenza significativa, rispetto all’animale, che vive tranquillo senza preoccupazioni. La preoccupazione, prima origine di ansia, già secondo la Bibbia arriva con la consapevolezza.

Più precisa l’Odissea: narra il mito dell’uomo intelligente, Ulisse, quello in grado di risolvere dieci anni di guerra mediante uno stratagemma. Proprio perché intelligente, si perde nel tornare a casa, ed impiega dieci anni per arrivare dove i compagni hanno impiegato dieci giorni.

Chi va dallo psicologo è molto intelligente. Questo non significa che sia in grado di usarla bene, la propria intelligenza… un po’ come avere un’automobile potente senza aver fatto la scuola guida adatta: sono più gli incidenti che i percorsi di successo. Non per questo sono necessari i 10 anni di Ulisse!

Imparare ad usare la propria intelligenza richiede certamente qualche mese, e, di solito, basta un incontro per sapere da che parte orientarsi, per poi proseguire da soli… (per la cronaca, non ho mai conosciuto stupidi che pensassero di essere stupidi, mentre quasi tutte le persone intelligenti dubitano della propria intelligenza)

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Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it