Perché l’ha fatto?

«Il pazzo è un sognatore sveglio»

(S. Freud)

La notizia è recente, ed è successo a Trento. Tante le ipotesi, nessuna in grado di giustificare l’assurdità di prendere a martellate due bimbi, i suoi figli, fino ad ucciderli.

tvQuando si viene a conoscenza di simili orrori, il pensiero comincia a lavorare, credendo di cercare una spiegazione. In realtà, i motivi per cui ci si arrovella, sono altri: prima di tutto, si cerca di sapere se potrebbe capitare anche a me di essere il carnefice, e poi di sapere come evitare di essere la vittima.

Gabriele Sorrentino, il quarantacinquenne in questione, appariva una persona normale, come te e come me… ma cosa vuol dire normale? incidenteVuol dire solo che non aveva dato motivi, prima, per immaginare che potesse avere un comportamento di questo genere. La cronaca ci informa ogni giorno di persone che hanno comportamenti imprevisti: insospettabili truffatori, insospettabili femminicidi, e tante morti sulle strade dovute a guidatori che erano convinti di farcela anche questa volta.

Ovviamente, non potremo mai sapere cosa sia realmente successo al sistema nervoso di questa persona, anche se molti cercheranno di utilizzare questo episodio per valoriMsostenere la validità delle loro teorie, di solito senza riferimenti alla psichiatria o alla medicina, ma dimostrando che anche questa tragedia è dovuta dalla crisi di uno o più valori.

Che i valori siano in crisi, non c’è dubbio: lo sosteneva già Cicerone e potremmo dire che ogni giorno un valore nuovo ne sostituisce uno vecchio, con grande dispiacere di chi era abituato a quello vecchio. Tuttavia, se la causa fosse una crisi dei valori, di episodi come questo dovremmo averne almeno uno al giorno… invece, per fortuna, hanno una frequenza enormemente inferiore, dell’ordine di uno all’anno e anche meno.

Non ho la minima idea, quindi, delle cause profonde che possano averhelp portato a questo dramma. E non so nemmeno se sarebbe potuto essere evitato: quello che sappiamo, è che Gabriele non aveva chiesto aiuto, forse perché non pensava di averne bisogno, forse perché nemmeno lui sapeva bene cosa gli stesse succedendo. Sappiamo, invece che, quasi sempre, chi riesce a chiedere aiuto, evita conclusioni così drammatiche.

Siamo in tanti, preparati a capire senza giudicare, a cercare soluzioni realizzabili. Non pensare che il tuo caso sia insolubile: l’unico caso veramente impossibile da risolvere è quello di chi non chiede aiuto. Per poter chiedere aiuto è necessario arrivare prima della disperazione: chi è disperato è convinto che non ci siano soluzioni, ma la disperazione non è congenita. La disperazione appare lentamente e lentamente si insinua nei pensieri: se ti accorgi che, di tanto in tanto, ti succede di pensare che non ci siano speranze per te, allora è il momento di cercare aiuto, perché da soli non si può riuscire. L’essere umano è animale di branco, discende dalla scimmia, che non è capace di vivere isolata, ed il branco umano si chiama tribù. L’uomo solitario non sopravvive. L’essere umano è fatto per aiutare ed essere aiutato. Basta chiedere.

 

Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it