L’interpretazione dei sogni

«Un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta»

(Talmud)

Il mio maestro di psicanalisi, il compianto prof. Pasqualino Frezza, mi diceva spesso che Freud2Freud ha acceso un faro nella notte: a noi prendere la nostra lampada ed andare a guardare dietro le ombre”.  Sigmund Freud si è accorto che i sogni non sono immagini assurde che compaiono durante il sonno, bensì portatori di significati emergenti dall’inconscio, ed ha attribuito all’Id (dal latino, “il coso”) la fonte di questi messaggi.

Bruno Bettelheim ha aggiunto un passo significativo: ha provato ad interpretare le bettelheimfiabe della tradizione, come Biancaneve o Cappuccetto Rosso, come se fossero sogni, utilizzando il medesimo sistema, ed ha scoperto che anche le fiabe non sono assurdità per bambini, ma si tratta di profondi insegnamenti che gli adulti passano ai piccoli sotto forma di sogni preconfezionati, all’insaputa di chi le racconta: ne ho pUlissearlato qui.

Da parte mia, con la mia lanternina, ho proseguito, ed ho cercato di interpretare anche la mitologia come se fosse un sogno collettivo: ne sono derivati contributi meravigliosi forniti dalla saggezza antica.

Di conseguenza, ho cercato di capire come funziona il linguaggio dei sogni, e lo ripropongo qui, anche se in modo molto sintetico, restando a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Prima di tutto, va precisato che il sogno è una forma di pensiero, e, come tale, dipende dal sistema nervoso, e ne segue le leggi. In altri termini, i sogni non derivano dall’Id di Freud, pulsionale ed impulsivo, bensì dal pensiero inconsapevole, quello comune agliarchivio animali, che raccoglie l’esperienza senza passare dalle parole, con un orientamento alla vita di tipo intuitivo. Il pensiero inconsapevole condensa le esperienze nei simboli così come il pensiero consapevole le condensa nei concetti. Dato che ricordare tutta l’esperienza, episodio per episodio, costerebbe una memoria immensa, gli animali hanno imparato a catalogare gli episodi che affrontano secondo il criterio dell’efficacia per la vita, mettendo assieme le esperienze simili per la fatica fatta e per i vantaggi acquisiti, tanto in senso positivo che negativo.

Questo è il significato del simbolo: un “pacchetto” di tante esperienze simili, accomunate boscodal medesimo tipo e quantità di fatica, e dal medesimo tipo e quantità di vantaggio o svantaggio. Il bosco delle fiabe rappresenta quell’esperienza della fatica di non sapere da che parte andare per uscire, con lo svantaggio dello smarrimento e dell’ansia, che si può provare anche in altre occasioni: una fase di sconcerto, di confusione, come il periodo adolescenziale o la conseguenza di un forte stress, eccetera, accomunate da un solo simbolo.

Il sogno, quindi, è un ragionamento: il pensiero inconsapevole, quello comune agli animali, raccoglie l’esperienza del giorno e la confronta con quella già acquisita, migliorandola in base ai dati nuovi, e collegando i simboli in modo da renderli disponibili anche per quelle soluzioni intuitive, comuni anche agli animali, che spesso meravigliano.

Il pensiero inconsapevole non dispone dell’astrazione: mentre il pensiero consapevole, quello che stai usando adesso per capire questo scritto, è tutto astratto in quanto si fonda sui concetti, il pensiero inconsapevole è concreto e lavora solo sui simboli, in sequenza tbiancaneve2emporale.  Il ragionamento del pensiero inconsapevole è quindi semplice, e costituito da ipotesi: il sogno, come la fiaba, non dice come stanno le cose, ma come starebbero se… Se la mamma di Biancaneve fosse una donna che desidera una figlia che le ricordi la puntura dell’ago al dito mentre ha la finestra aperta e c’è la neve sul davanzale, allora la figlia avrà qualche problemino… quelli che descrive la fiaba… ma la figlia può stare tranquilla perché alla fine, se seguirà le istruzioni della fiaba, “vissero tutti felici e contenti.  Nel sogno, la parte iniziale è quasi sempre l’ipotesi, quella finale la conseguenza: “se le cose stessero come descritte all’inizio, allora potrebbe succedere qualcosa (parte intermedia) e finirebbe così”.

dispetto San05L’importante, nei sogni come nelle fiabe, è essere scientifici, non avere fini particolari da sostenere, ma cercare con serenità quello che viene proposto. Per questo, io non interpreto mai i miei sogni: sulla mia pelle non so se riuscirei ad essere rigoroso come sono abituato ad esserlo con gli altri e, comunque, non potrei verificarlo.

Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it