Psicologia

  • Cos’è l’ “Amico in Affitto”  Amico in affitto è l’opportunità di trovare un vero amico, professionale, quando serve un confronto per prendere una decisione o per affrontare un problema…
  • Un test di personalità. Un test semplicissimo per sapere qualcosa di più sul tuo conto
  • L’amico in prestito. Per quanti sono iscritti ed in regola con la tessera di – SGA Separati Genitori in Aiuto – Mamme e Papà Separati – (altre associazioni con le quali definire convenzioni), l’Amico in Affitto diventa gratuito, e “in prestito”, con l’impegno, per chi ne fruisce, di ricambiare aiutando altre persone in difficoltà.
  • Perché l’“Amico in Affitto” non è uno psicoterapeuta. L’Amico in Affitto nasce, invece, come esperto in educazione per gli adulti. Per l’educatore non ci sono malattie della psiche, quindi non c’è cura. Ci sono, invece, problemi e disagi nel modo di viversi, e di vivere con gli altri…
  • Convivere con chi soffre di depressione. Si è depressi quando si è giù di morale, si hanno pensieri tristi, presagi negativi, e non si riesce a reagire, o si crede che ne manchi la voglia…
  • Antidepressivi. Martin Seligman, che è stato presidente dell’Associazione Americana degli Psicologi, suggeriva, a chi soffre di depressione, di imparare a riconoscere, ogni giorno, tre episodi in cui i risultati sono stati migliori delle proprie aspettative. Qualcuno l’ha chiamato l’esercizio delle benedizioni…
  • La sofferenza. Perché il dolore possa davvero essere il ponte verso il diventare farfalla, occorrono almeno tre condizioni…
  • Sentirsi sbagliati. Questo succede perché il sentirsi sbagliati, il sentirsi matti, il sentirsi con qualcosa che non va, è conseguenza di una serie di problemi che tutti devono affrontare in tenera età, con l’eccezione, appunto, di chi è matto, perché la pazzia subentra prima di questi problemi
  • L’abitudine all’inferiorità. «Non vorrei mai far parte di un club che accettasse come socio uno come me». Detta così, sembra una frase umoristica: di fatto, nasconde uno dei più potenti veleni sociali, e spiega la potenza del sentimento di inferiorità…
  • Recuperare la serenità. Ansia e paura sono due facce della stessa medaglia: si chiama ansia quando il motivo della paura non è evidente, ma la radice è identica. La differenza più significativa, tra ansia e paura, è che, in genere, quando si ha paura si scappa, mentre quando non si può scappare la paura diventa ansia…
  • Le piccole fobie della vita quotidiana. La paura è un istinto vitale: mira a sopravvivere al pericolo, organizzando tutto l’organismo perché riesca ad allontanarsene al più presto, mediante la fuga, grazie all’efficacia del sistema nervoso cosiddetto orto-simpatico…
  • Dedicato a chi non crede alla psicologia, ma anche a chi ci crede. Quando il mio Maestro mi disse «Io non credo a niente, perché IO SO. Non insegno la psicologia in cui credere, insegno la psicologia che continuo a studiare, a cercare di sapere sempre meglio. Credere è delegare, affidare agli altri. Sapere è assumersi la responsabilità»
  • Rimorsi e sensi di colpa. Probabilmente, quello dei sensi di colpa è anche un tuo problema e, sempre probabilmente, da tempo ti pesano ma non riesci a trovare il modo per liberartene… anche perché, diciamocelo, l’idea di rivolgerti ad uno psicoterapeuta senza sapere come ne verrai fuori, ma con l’unica certezza che ti costerà, non ti ha ancora convinto del tutto
  • La diagnosi in psicologia. Per arrivare alla diagnosi occorre capire la causa, il motivo per cui si genera il disagio o la malattia, e sono stati necessari millenni di cultura per orientare il pensiero alla ricerca di quelle cause che sono in grado portare alla guarigione
  • Sempre di corsa. Spesso, cercando di capire le persone che mi chiedono consulenza, mi sembra di vederle mentre, con tutte le forze, spingono i muri della cella in cui si sono ritrovati in seguito alle vicende della vita, quando, invece, sarebbe più utile calmarsi, prendere fiato, e cercare la porta dalla quale si è entrati, che di solito va tirata
  • Distrazioni. Marco Montemagno, in un recente post su FaceBook, prende in considerazione il peso della distrazione nella vita moderna, tanto dal punto di vista di chi lavora e, distratto, rende meno, quando da quello di chi si troverà costretto a modificare le proprie strategie per poter arrivare meglio ad utenti distratti
  • Controllare l’ansia. Quando si sente l’ansia che aumenta, di solito ci si preoccupa: diversamente, non si sarebbe ansiosi. La persona ansiosa di solito convive con l’ansia, ma non la sente, perché ci è abituata: se i livelli di ansia aumentano, allora se ne accorge e, preoccupandosene, li fa aumentare ulteriormente, a volte riuscendo a controllarli, ma spesso, invece, arrivando all’impossibilità, con la conseguenza del panico o dello stare molto male
  • Il peso di non poter essere se stessi. L’impressione che ci sia, nascosta nella personalità, una componente più autentica di quella che si presenta al pubblico, e che questa debba restare mascherata perché non compatibile con la convivenza, riguarda la quasi totalità delle persone, con l’eccezione di quelle che soffrono di gravi patologie psichiatriche
  • Quando il tempo non passa mai. L’attesa è uno strano supplizio, soprattutto perché ce lo si impone da soli: è un modo costoso di vivere il periodo che separa il desiderio dalla sua sperata realizzazione
  • L’età che avanza. B. Skinner, nel suo volume “Gustare la terza età” scriveva: “La vecchiaia è come un paese straniero: una vacanza per chi ci arriva preparato, ma per gli altri è un esilio”. Qualche suggerimento per prepararsi
  • Beninvecchiare. Riporto la relazione del prof. Simonetti al 54° congresso nazionale Feder S.P.eV. Una buona riflessione per orientarsi alla vecchiaia
  • Ma cos’è l’amore? La differenza tra innamoramento e amore, tra soffrire e costruire.
  • I problemi di chi vuole aver sempre ragione. Ci sono persone che non riescono ad ammettere di avere torto: non sono malate, ma sono finite in un vicolo cieco che non le lascia uscire.
  • La cattiveria dell’essere umano. La profonda bontà dell’essere umano lo porta a colpevolizzarsi per la cattiveria, e questo ha prodotto un aumento di bontà
  • Rallentare il tempo Toccare con mano la vicinanza alla morte permette di apprezzare meglio la vita e gustare ogni momento
  • I cacciatori di difetti altrui. Perché, invece di cercare le doti positive degli altri, si è così attenti ai loro difetti? Un’abitudine poco efficace, che può essere corretta
  • Il “Complesso di Edipo”: perché è così utile conoscerlo. L’indice degli articoli sul Complesso di Edipo