Studiare è facile. Se sai come fare.

«La funzione principale del sistema nervoso è l’apprendimento»

Teoricamente, fin dal primo giorno di scuola, bisognerebbe insegnare agli studenti come si fa a studiare: invece, spesso si arriva all’ultimo giorno del percorso scolastico senza che qualcuno abbia dato informazioni su come ottenere il massimo dei risultati.

In un modo o nell’altro, gli studenti si arrangiano ad imparare qualche metodo: il più diffuso consiste nel sottolineare, seguito dallo studio in gruppo, ripetendosi a vicenda, e dalla stesura di appunti.

sottolineatoLa sottolineatura è il sistema meno efficiente: se fosse limitata alla parola più importante di ogni frase, comporterebbe almeno il lavoro mentale per riconoscere il significato del pensiero ed evidenziarne l’aspetto più significativo. Invece, nella maggior parte dei casi, la sottolineatura si estende a quasi tutte le parole di ogni paragrafo, magrari con evidenziatori colorati, così da trasformare ogni pagina in un arcobaleno.

L’efficacia di questo sistema di studio dipende dal metodo di verifica da parte degli insegnanti, e dalle reazioni in famiglia ai voti: se la verifica è ansiogena, allora il metodo funziona di più, perché il suo scopo è fondamentalmente quello di ridurre il disagio da sensi di colpa. Non c’è una valida relazione tra la sottolineatura e l’apprendimento: solo la lettura comporta qualche riferimento al sistema nervoso centrale, ma l’evidenza del numero di pagine colorate, delle matite consumate, del dolore al polso, convince che è stato dedicato del tempo allo studio, e questo mette a posto la coscienza. Dato che lo sgobbare riempiendo pagine di righe a matita o colori di evidenziatori comporta comunque un buon numero di sufficienze, dovrebbe convincere come, in questi casi, il rendimento scolastico sia dovuto molto più alle capacità mentali dello studente che non al sistema di studio. Infatti, all’universita diventa meno efficace, perché non basta più ridurre l’ansia per recuperare quanto compreso durante la lezione o le interrogazioni dei compagni. La sottolineatura è quindi il metodo di chi non sa di essere molto intelligente, e ben dotato di memoria, e che con la fatica di rovinare i libri si convince del numero di pagine studiate e del tempo trascorso a non divertirsi.

stuGruppoLo studio in gruppo presenta qualche efficacia in più, perché costringe ad elaborare quanto appreso, e quindi a coinvolgere il sistema nervoso centrale in qualche processo collegato alla memorizzazione, come vedrai qui sotto. Di fatto, ha molta più efficacia in quanto conferma l’avvenuto apprendimento, che non ai fini dell’apprendimento stesso: in altri termini, anche lo studiare in gruppo mira soprattutto a ridurre l’ansia, mentre influenza poco i processi mnemonici.

appuntiLeonardoGli appunti sono sicuramente il metodo più vicino alla memorizzazione, proprio perché comportano la lettura del testo, il riconoscimento del pensiero espresso, l’isolamento del concetto più significativo, e la trascrizione motoria delle parole per registrarlo sugli appunti. Il lavoro è notevole, e non solo contribuisce a ridurre l’ansia, come per i metodi precedenti, ma in più comporta ragionamenti che coinvolgono i processi di memorizzazione in modo dinamico, con i collegamenti tra i concetti coinvolti.

Per aumentare l’efficacia dello studio, riducendone tempi e fatica, occorre conoscere qualcosa sul funzionamento della memoria, così come si guida meglio se si conosce la meccanica dell’automobile.

Per altro, la memoria non è un’area del cervello: è un impiego, come la velocità per l’automobile. È il risultato dell’attività di molte componenti. In particolare, l’aspetto più importante è costituito dall’apprendimento, che costituisce l’attività principale dell’intero sistema nervoso, e serve agli animali per vivere meglio nel loro ambiente, in seguito all’esperienza raccolta.migratori.jpg

In altri termini, la memorizzazione è funzionale alla vita, e non allo studio: lo studio è una violenza ai processi mentali che si sono sviluppati per migliorare le condizioni di vita. In particolare, due sono le funzioni tipiche dell’apprendimento che servono alla memoria per studiare: il riconoscimento ed il ripasso. Per l’animale è indispensabile saper riconoscere il cibo, o il pericolo, anche quando si presenta con modalità differenti da quelle cui è abituato: per lo studio, questa funzione coincide con la “comprensione”. Capire, per lo studio, vuol dire collegare ciò che va ricordato a tutti i concetti possibili: più ci sono collegamenti, più è facile ricordare. Le tecniche menmoniche arrivano a suggerire collegamenti assurdi, pur di “incollare” il concetto nella mente, proprio perchè sono i collegamenti quelli che fissano la memorizzazione. Naturalmente, i collegamenti più importanti sono quelli che riguardano lo studio, un episodio con la data, una formula col suo nome, una regola con il suo impiego. Ma se si aumentano i collegamenti, la memorizzazione migliora.

La seconda funzione, ancora più importante e troppo spesso dimenticata, è il ripasso. L’apprendimento naturale non può ricordare tutta l’esperienza, ma privilegia ciò che è più utile, e quindi ciò che si ripete più frequentemente. Ripetere frequentemente, nello studio, è ripassare. L’esperienza pratica insegna che i ripassi migliori avvengono dopo 24 ore, dopo 2 giorni e dopo 4 giorni, almeno per la maggioranza degli studenti sui quali è stata effettuata questa verifica. In altri termini, se capisco oggi che è lunedì, sarà utile ripassare martedì, poi giovedì, e poi il lunedì successivo. In questo modo la sequenza studiata avrà buone probabilità per diventare duratura nella memoria.

matrioskaUna pianificazione della preparazione alle interrogazioni e agli esami fondata in questo modo, con lo sforzo di comprensione e collegamenti, ripetuto a intervalli settimanali di ripassi, aiuta a rendere lo studio semplice e fisiologico, con grande risparmio di tempo e di fatiche. Naturalmente, non si possono abbandonare immediatamente i sistemi vecchi, che servivano ad esorcizzare l’ansia. Per cambiare, si comincia da una disciplina poco importante, sulla quale si può rischiare, così da verificare l’efficacia del nuovo metodo. Una volta messo a punto e adeguato alle proprie caratteristiche, si aumenta il numero di discipline alle quali applicarlo, fino a che non diventerà automatico estenderlo ad ogni studio perché dando ottimi risultati, verrà imparato in automatico. Provare per credere!

Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it