Il pensiero positivo

«Non è tanto importante conoscere se stessi, quanto sapersi guidare»

(Anonimo)

Oggi ti propongo due esercizi. Il primo consiste nell’immaginare di dover spiegare ad  ciechiuna persona bendata i movimenti da fare per prendere un preciso prodotto da uno scaffale di un supermercato. «Alza il braccio sinistro… ancora un po’… troppo… adesso spostalo verso destra… » eccetera. Una sequenza di istruzioni complessa e noiosa, ma che corrisponde agli ordini che ti dai quando devi compiere il medesimo gesto per scegliere un prodotto e metterlo nel carrello. In particolare la vista comunica ai tuoi muscoli i movimenti da fare per afferrare quel preciso oggetto, tenerlo bene senza schiacciarlo, e depositarlo delicatamente nel carrello.

Tutto questo, per impostare il primo principio fondamentale del pensiero positivo: se sai quello che vuoi, il tuo corpo troverà le strade migliori per ottenerlo. I progetti servono quando occorre organizzare tempi e persone ma, per la realizzazione dei propri desideri, la prima condizione è proprio il saperli immaginare realizzati, così come si fa quando siscarpe va al supermercato a scegliere gli acquisti. Si immagina, in una frazione di secondo, il prodotto nel carrello, ed il corpo provvede ad eseguire. Così come nella maggior parte della vita quotidiana: quasi tutti i gesti sembrano automatici, tanto vengono semplificati dal sistema nervoso che informa il corpo sulle sequenze da attuare. Addirittura non pensi alla costruzione della frase per dire qualcosa, le parole ti escono dalla bocca, in forma corretta, realizzando il tuo desiderio comunicativo.

Imparare il pensiero positivo passa prima di tutto da questo: definire bene quello che desideri, saperlo immaginare realizzato, e immaginarlo spesso, confidando che ci StellaCadentepenseranno i tuoi automatismi a realizzare il sogno. In fondo, questo era noto alla tradizione che ti diceva di esprimere ad un desiderio quando vedi una stella cadente: se il desiderio è così presente nella tua mente da superare la meraviglia per il fenomeno astronomico, allora sarà inevitabile realizzarlo, proprio per il meccanismo che ti ho appena spiegato. Il trucco della tradizione è che se il desiderio non è così intenso, non riuscirai ad esprimerlo, ma la tradizione non ti spiega il motivo.

Il secondo esercizio, invece, consiste nel proibirti di pensare, adesso, ad un elefante azzurro come quello sopra il titolo di questo articolo. Non andare a guardarlo, ed evita vietatoproprio di pensare ad un elefante azzurro. Non pensare ad elefanti, e non pensare a qualcosa di azzurro. Né elefanti, né azzurro.

Come avrai notato, non ci sei riuscito. Il motivo sta nel fatto che, mentre “elefante” e “azzurro” esprimono un concetto ed una qualità concreti, il divieto e la negazione sono astratti, e non hanno possibilità di essere rappresentati fisicamente. Nemmeno gli animali sono in grado di negare: di solito, ricorrono all’affermazione del contrario, come fa il cane quando, non volendo uscire, punta i piedi e comunica di voler restare.

AranciataTutto ciò che è astratto serve per ragionare, ma perde efficacia nell’impostare il comportamento: al contrario, tutto ciò che può essere immaginato diventa capace di orientare il corpo all’azione. Non a caso, la pubblicità si sviluppa in immagini e suoni, in grado di evocare desideri nei destinatari.

Il pensiero positivo si fonda su questi due principi: la capacità dell’immagine di orientare il comportamento, e fantinol’abolizione di ogni astrazione, soprattutto le negazioni, nella formulazione dei propri desideri. Per questo è difficile smettere di fumare, o stare a dieta: perché sono sogni che contengono negazioni. Invece, riuscire a convertire i sogni negativi in desideri che si possono immaginare, è il segreto del pensiero positivo, che permette di dirigere meglio il proprio comportamento. Sapere quello che si vuole, trasformarlo in immagini che ne esprimano la realizzazione, è uno dei sistemi più semplici per diventare padroni del proprio comportamento.

 

 

Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it

2 pensieri su “Il pensiero positivo”

  1. Molto convincente, ma mi sorgono due domande:
    A cosa serve ragionare se poi il pensiero astratto perde efficacia nell’impostare il comportamento?
    Il comportamento quindi può essere orientato efficacemente solo da ciò che veramente si desidera?
    Il grande F.Ll. Wright affermava:
    “Si realizzano sempre le cose in cui credi realmente; e il credere in una cosa la rende possibile.”

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