Capire il pensiero

«Chi vuole restare ignorante è convinto che pensare sia difficile»

(Anonimo)

Dal punto di vista dell’Evoluzione, il pensiero è lo strumento che permette agli organismi leoneviventi di adattarsi meglio all’ambiente in cui vivono. L’istinto ereditato dal leone lo porta a nutrirsi di carne, ma è il pensiero che gli permette di raggiungere proprio quella precisa zebra, in quel preciso territorio, evitando quegli ostacoli e balzando al momento più idoneo per colpire. Negli animali superiori, essere umano compreso, la funzione più importante del pensiero, svolta dal sistema nervoso, è l’apprendimento.

Gli organi di senso non servono soltanto a dirci quello che vediamo e sentiamo, i sapori, gli odori e la qualità delle superfici: servono soprattutto a riferire al sistema nervosoocchio.jpg centrale, momento per momento, quello che succede nell’ambiente circostante, in modo da poter stabilire collegamenti tra premesse e conseguenze, soprattutto quando queste sono importanti, di vantaggio o svantaggio all’organismo. Tutto ciò che passa dagli organi di senso, ed anche quanto riferito dall’organismo, per i movimenti ed i cambiamenti che avvengono, viene raccolto in sequenza e poi rivisto durante la notte, mediante i sogni, per togliere quanto appare indifferente, e catalogare ciò che, invece, risulta utile per costruire l’esperienza.

Il materiale così raccolto sarebbe enorme: il sistema nervoso provvede a condensarlo, appunto nei sogni, secondo criteri di efficienza per la vita, in modo da avere velocemente a disposizioni le soluzioni che si sono dimostrate utili. Quelli che per la psychopsicanalisi sono i simboli dei sogni, costituiscono l’ossatura del catalogo dell’esperienza, secondo questa modalità di pensiero comune agli animali, e presente anche nell’essere umano.

Dato il forte rapporto tra questa modalità di pensiero ed il corpo, è comprensibile come sia più facile controllare il comportamento passando dal suo modo di funzionare, per immagini e per concretezza (v. articolo precedente, il pensiero positivo).

L’essere umano dispone anche di una seconda modalità di pensiero, quella che stai usando ora, mentre leggi. Per tanti motivi, non ultimo la dimensione del sistema nervoso Ciceroneche, solo per volume, è più del triplo di quello dei nostri cugini primati, l’essere umano ha imparato a trasmettere la propria esperienza anche ai suoi simili, mediante la parola.

Mentre il pensiero “animale“, raccoglie esperienza individuale, quello “esclusivamente umano” utilizza anche l’esperienza altrui, ed è per questo che ha potuto svilupparsi la civiltà, proprio perché ciascuno ha potuto mettere in comune quanto imparato dalla propria esperienza, così che possa sopravvivergli.

Questo secondo modo di pensare utilizza i “concetti” al posto dei “simboli“. Mentre i simboli hanno valore concreto e individuale, i concetti sono astratti e collettivi: anche se Matematicasiamo abituati a pensare che “penna” sia un sostantivo concreto, di fatto, in quanto intende tutte le penne esistenti e non esistenti, ha valore di astrazione. La caratteristica astratta di questo modo di pensare, è quella che supporta la negazione, assente nel pensiero “animale”, e tutta la possibilità di ragionare. Mentre il pensiero “animale” si limita alla sequenza temporale, attribuendo la valenza di causa a ciò che succede Toscaniniprima, e di effetto a ciò che avviene dopo, il pensiero “umano” è in grado di ragionare e migliorare la propria capacità di controllare la realtà… anche se non è così facile… ma lo vedremo in altra occasione.

In sintesi, il pensiero concreto, che si può visualizzare, è quello che aiuta a dirigere il comportamento, mentre quello astratto, che si esprime nei concetti, è quello che serve per comunicare le esperienze e per approfondire i ragionamenti e le spiegazioni.

Pubblicato da

Alessandro Zucchelli

vedi www.sanzuc.it

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